domenica 9 ottobre 2016

Amore come reciprocità

«Cercare l'amore», come frase canoninca, è diventato quasi un mantra dell'epoca moderna, sopratutto dal sapore narcisistico occidentale. Cinema, iconografia ed altro ci fanno sognare, e ci stimolano poco sul comprenderci più profondamente. E se ci stimolano, non ci sostengono dandoci strumenti per attingere alle nostre risorse interiori di crescita.E Comprenderci.
Pochi parlano di «cercare reciprocità» e ancora pochi dei pochi «comprendere in quel mio momento esistenziale "cosa" e "come" è per me reciprocità che mi consente di evolvere e crescere». Se questo è un bisogno che consente di evolvere, o se questo è un bisogno che cerca molto fuori e poco dentro, e mantiene i nostri problemi e sofferenze in una spirale ricorsiva a-temporale. Ancora più raro "cercare reciprocità reciproche", e da li l'impegno a costruire e non aspettarsi, ciò che appelliamo con il nome "amore", come dono del Cielo.
Ne esistono tanti, di "amore". Ma tutti lo ricercano. In questa ricerca c'è un bisogno di conoscenza di sé non intercettato, ma proiettato fuori, spesso. A volte non si sa usare ciò che è fuori, per ritornare dentro di sé e trarne un insegnamento.
L'amore è mutevole, dinamico. Uno sguardo dentro, uno fuori: la prima reciprocità necessaria. È prima di tutto comprensione di sé e solo dopo ricerca. Senza comprensione di sé e del proprio incastro emotivo necessario per evolvere si è come moscerini intontiti dal profumo del mosto di Settembre.
Amore è restituire a sé stessi, in quel momento esistenziale, un'immagine completa e felice di Sè.
Antonio Dessí
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