domenica 9 ottobre 2016

Spesso si dice: "Non credo nella psicoterapia ..."

Molto spesso le persone affermano di non credere nella psicoterapia, quasi come se il lavoro scientifico di psicologi di tutti gli indirizzi e psicoterapeuti fossero una religione.  Spesso le persone dicono questo perché, stremate dai sintomi che esperiscono, arrivano a consultazione dallo psicologo (talvolta dopo anni di sintomi) con l’aspettativa magica che tutto si risolva in un batter d’occhio. Prendersi cura di sé richiede tempo e una responsabilità che è bene mettere in chiaro subito nel contratto terapeutico. Nella mia esperienza ho potuto notare che questo succede molto con i disturbi psicosomatici e di area sessuale (che di fatto sono anche questi psicosomatici).
La psicoterapia promuove il cambiamento. Il cambiamento più importante è l’autonomia. Quando si intraprende un percorso psicologico si portano all’attenzione del clinico alcuni sintomi specifici e generalmente un desiderio di cambiare, di progredire verso la risoluzione dei problemi. In molti casi la persona sente di non riuscire a scegliere, è spaventata non solo da ciò che gli accade nel presente ma anche dalle prospettive future, dagli scenari che sembrano incombere e che crede di non saper affrontare. Spesso la convinzione dominante è “io non ce la faccio”, che potremmo traslare in “da solo/a non ce la faccio” ossia nella paura di non essere in grado di affrontare con le proprie forze le situazioni che si presentano. La richiesta di cura è l’emblema di un malessere che riguarda la sfiducia nelle proprie risorse.
La psicoterapia non si propone di insegnare nozioni né di confezionare per il paziente il rimedio perfetto alle sue difficoltà, bensì lo aiuta a ritrovare la capacità di scegliere; autonomia significa fidarsi dei propri pensieri, delle proprie emozioni e percezioni (e saperle ricondurre alla conoscenza di sè), sentire la necessità e il piacere di ascoltarsi per arrivare a prendere decisioni ponderate o semplicemente per vivere esperienze gratificanti; è possibile essere autonomi anche nelle relazioni con gli altri, liberandosi dal condizionamento che deriva dal dover soddisfare le aspettative di chi sta intorno.
Autonomia significa esprimere e sostenere opinioni personali, farsi guidare dai propri gusti e preferenze, non per ignorare il punto di vista dell’altro ma per dare valore al proprio: le idee che scaturiscono dal proprio modo di essere non vanno fatte condividere, cioè imposte, ma condivise, introdotte nella relazione con l’altro avendo fiducia che non siano sbagliate o inaccettabili. Spesso questa credenza negativa è causata da esperienze passate nelle quali il soggetto è stato sistematicamente criticato, rimproverato, indotto a chiudersi e a non esplorare l’ambiente circostante; da tali vissuti si sviluppa la sfiducia di poter essere apprezzato dagli altri nello scambio di contenuti autentici e positivi, insieme alla convinzione di essere vulnerabile, incapace di un progetto di vita autonomo.
Diventa difficile stabilire obiettivi e attuare i comportamenti necessari a raggiungerli, tollerare le emozioni negative avendo la consapevolezza che anch’esse fanno parte del repertorio di esperienze umane ma non sono insormontabili; la possibilità di essere autonomo viene ostacolata da pensieri ansiosi, preoccupazioni su di sé e sul futuro. La rappresentazione che l’individuo elabora di se stesso è vincolata alla necessità di controllare gli eventi minacciosi e di essere sostenuto da altri per contenere gli stati emotivi sgradevoli; la psicoterapia aiuta la persona a riconoscere e a smuovere le proprie spinte indipendenti fidandosi di poter attraversare fasi di vita anche complesse per generare un cambiamento duraturo, aumenta la percezione di efficacia personale, riduce i comportamenti dipendenti nelle relazioni e favorisce la riscoperta di desideri, scopi, bisogni che il soggetto aveva accantonato o il cui soddisfacimento era stato illusoriamente delegato all’intervento di altri. Il primo risultato di questo processo è un incremento del benessere emotivo, unito alla sensazione di poter agire anche da soli sulle proprie difficoltà.

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