venerdì 22 luglio 2016

I disturbi sessuali e la loro risoluzione

Spesso si dice che il sesso non è importante, che l’amore vincerà su tutto, che il sesso “vero” è unito all’affetto, ma la mia esperienza clinica mi ha dimostrato con sempre più forza che la sessualità è fondamentale per la regolazione delle emozioni di piacere e che nessuno, ma proprio nessuno, ne farebbe a meno, e inoltre che i sentimenti sono incarnati, ovvero si esprimono anche attraverso il corpo, il sesso, l’attrazione, la seduzione. Che esiste “fare l’amore”, ma anche “fare sesso”. Non esiste un modo giusto di espressione, ma una via da costruire sul sentiero del piacere, e sulla comprensione del proprio momento esistenziale, dinamico e mutevole. Esperienze di conoscenza di sé. Avere un problema sessuale significa a volte sentirsi mutilati, incompleti, e le ferite sono molto profonde. Problematiche affrontabili, a patto di avere un po’ di pazienza e dedicarsi del tempo.
I disturbi sessuali possono avere causa organica, psicologica o mista; essere primari, ossia presenti da tempo nella vita della persona, secondari cioè acquisiti dopo una spiacevole esperienza; situazionali, ossia presenti solo in particolari situazioni o condizioni sessuali, generali, presenti sempre ogni qual volta si tenta o si ha un rapporto sessuale.
Le problematiche sessuali, sia femminili, sia maschili, vanno considerate secondo una prospettiva integrata.E’ necessario che la richiesta di aiuto venga accolta considerando tutti questi aspetti, e pertanto concentrandosii sul significato e sulla funzione, prendendo in considerazione tanto l’aspetto biologico quanto quello psicologico. Mai separatamente. Ogni persona ha la sua terapia personalizzata.
Inoltre, le persone che si rivolgono ad un sessuologo o uno psicoterapeuta specializzato anche nel trattamento delle disfunzioni sessuali e problematiche di area sessuale devono inizialmente rinunciare all’idea proveniente da un retaggio culturale molto forte del “risolvere subito”. Essendo dei disturbi di area psicosomatica, il lavoro in psicoterapia è molto delicato e comprende un modello che si muove nell’elaborazione dal somatico allo psichico attraverso la ricostruzione di senso, congrua con l’organizzazione di personalità della persona che ne soffre e il sistema di relazione in cui è inserito/a.
Il trattamento di queste difficoltà non si può prescindere da queste definizioni: nella valutazione clinica vanno analizzate le diverse aree della vita della persona, che permettono di identificare il significato, oltre il comportamento, della difficoltà sessuale che viene presentata.
Sia a Cagliari sia ad Olbia mi occupo di disfunzioni sessuali e problematiche di area sessuale dal 2005 seguendo un approccio integrato, oltre alle classiche tematiche di richiesta di aiuto in psicoterapia (ansia, depressione, problematiche relazionali..).
**NOVITA’**
Inoltre per le persone che mi contatteranno da Olbia ho una novità. Nel tempo ho avuto modo di instaurare relazioni professionali con specialisti medici della zona. Questo ha portato al desiderio congiunto di collaborare in maniera più veloce ed efficace all’interno di un importante Centro Polispecialistico della zona, del quale vi parlerò presto e che offre l’aiuto di professionisti di area chirurgica, endocrinologica, ginecologica, andrologica e altri. La scelta è data dal fatto che per il trattamento di queste difficoltà la co-presenza di più specialisti facilita la persona nel processo diagnostico ed evita spesso lo scoraggiante percorso di entrare in più studi specialistici e il rischio di sviluppare sfiducia. Il vantaggio è quello di poter contare su un équipe di professionisti che lavora attivamente assieme su ogni caso. Un unione di forze e competenze per il benessere delle persone che richiedono aiuto e chiedono professionalità e discrezione sui temi per cui soffrono.
Per avere più informazioni o un appuntamento contattatemi al 3921350189 dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 14.30

sabato 9 luglio 2016

Disturbi psicosomatici: come intervenire?

Ciò che caratterizza i disturbi psicosomatici o somatizzazioni è la presenza di sintomi fisici che fanno pensare ad una condizione medica organica e che non sono invece giustificati da questa. Naturalmente è possibile che tali sintomi siano invece conseguenza di una causa patologica reale, ed è fondamentale prima di porre l’ etichetta disturbi psicosomatici o somatizzazione ed avere accuratamente indagato ed escluso precise cause organiche. Per definizione infatti nei disturbi psicosomatici non vi è nessuna condizione medica organica diagnosticabile a cui possano essere attribuibili i sintomi fisici. Ma quando la causa di una patologia è dubbia, la possibilità che sia di origine psicosomatica deve essere presa in considerazione. Anche perché sono disturbi assai comuni e frequenti, che rappresentano una buona percentuale tra quelli lamentati dalle persone nelle sale d’aspetto dei propri medici curanti.

Ad esempio, soffrite di cefalea ricorrente, o di pruriti fastidiosi e imbarazzanti in pubblico, oppure di disturbi gastrici o intestinali che rendono il sedersi a tavola un momento poco piacevole, o di dolori muscolari che non vi danno pace o di profonda stanchezza e faticabilità? Se tutte le visite e gli esami clinici a cui vi siete sottoposti hanno dato esito negativo su possibili cause organiche ma voi state effettivamente male e non sapete più che fare, provate ad interpellare uno psicoterapeuta: forse il vostro disturbo potrebbe trovare, finalmente, una spiegazione e una possibile soluzione.

Qual è il meccanismo della somatizzazione?

La psicosomatica è quella branca della medicina che studia la relazione tra mente (psiche) e corpo (soma), e in particolare il modo in cui il nostro mondo interiore emozionale e affettivo produce effetti negativi sul corpo (somatizzazioni). La sua base teorica è il considerare ogni persona come inscindibile unità psico-fisica, nella consapevolezza che corpo e mente sono strettamente legati tra loro.
I disturbi psicosomatici quindi si possono considerare malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico e che sono causate o aggravate da fattori emozionali.
Ma in che modo avviene una somatizzazione, cioè quello che già il padre della psicoanalisi, Freud, definì “il misterioso salto dalla mente al corpo” ?Oggi si sa che tale “salto” è mediato, in situazioni di forte stress psichico, dal sistema nervoso autonomo in una complessa interazione con il sistema endocrino e con quello immunitario (tanto che si tende a studiare tali relazioni in una unica scienza, la psico-neuro-endocrino-immunologia). Le emozioni cosiddette “negative”, come ad esempio il risentimento, la rabbia, il rimpianto, la preoccupazione, il disagio, la paura, l’ansia, i pensieri troppo angosciosi, possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di emergenza persistente e attivazione continua, che alla lunga, se supera il tempo che quel singolo organismo può sopportare, può causare  danni agli organi più deboli che si esprimono appunto col sintomo psicosomatico.

Quali sono i più comuni disturbi psicosomatici?

Disturbi psicosomatici Modena o somatizzazioni possono manifestarsi generalmente a carico di:
  • Sistema muscolo-scheletrico: cefalea muscolo-tensiva, crampi muscolari, mialgia, artrite, dolori alla colonna vertebrale o ai muscoli. Le forme di cefalea sono uno dei più frequenti disturbi psicosomatici.
  • Apparato gastrointestinale: gastrite, disfagia, colon irritabile, colite spastica, retto-colite ulcerosa, ulcera peptica, nausea, vomito, stipsi, diarrea. Anche i disturbi gastrointestinali sono disturbi psicosomatici molto frequenti.
  • Apparato cardiocircolatorio: tachicardia, aritmie, ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, cefalea emicranica.
  • Apparato respiratorio: asma bronchiale (frequente soprattutto nei bambini), sindrome iperventilatoria, dispnea soggettiva.
  • Apparato urogenitale: enuresi, minzione frequente, dolori mestruali, anorgasmia, impotenza, eiaculazione precoce, dolori perineali.
  • Sistema cutaneo: psoriasi, acne, dermatite atopica, orticaria, prurito, sudorazione profusa, secchezza della cute o delle mucose, arrossamento da emozione
Sintomi psicosomatici e somatizzazioni sono comunissimi in quasi tutti i disturbi d’ansia e anche in varie forme di depressione (quadri clinici di per sé di solito piuttosto evidenti e che portano spesso a consultare correttamente uno psichiatra o uno psicologo), ma esistono dei disturbi psicosomatici veri e propri senza altri sintomi di natura psicologica, che rendono più difficile per il soggetto imputare il malessere fisico a un problema psicologico piuttosto che a un malfunzionamento organico, e quindi più difficile “capire” il disturbo e curarlo adeguatamente. Queste persone tipicamente si rivolgono a vari specialisti, spesso consultandone più di uno dello stesso ramo e accumulando esami su esami, e arrivano (se arrivano!) dallo psichiatra o dallo psicologo solo alla fine di una estenuante e frustrante collezione di visite, esami e accertamenti medici negativi. Spesso è proprio un bravo dermatologo o urologo o cardiologo o lo stesso medico di famiglia, presa visione della documentazione clinica finora prodotta, a consigliare la strada dello specialista in psicoterapia.

Qual è il significato di un disturbo psicosomatico?

I disturbi psicosomatici spesso vengono spiegati come un meccanismo di difesa da emozioni dolorose e intollerabili che si attua con una espressione diretta del disagio psicologico attraverso il corpo o come un involucro di significati di temi affettivi ed emotivi che la persona sta vivendo e non può riportare ad un livello più consapevole. L’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per potere essere sentite, accettate e vissute, trovano una via di scarico immediata nel corpo incanalandosi un uno o più sintomi, essendo scarse le capacità della persona di “mentalizzare” il disagio psicologico, cioè riconoscere esplicitamente i conflitti interiori e verbalizzare le tensioni emozionali. In questo senso la psicoterapia è un valido strumento.
Ad esempio, le cefalee possono segnalare il bisogno di allentare l’eccessivo controllo razionale, di dovere lasciare più spazio alla intuizione. Di solito, infatti, chi soffre di mal di testa ha una mente lucida e razionale (fin troppo), che deve tenere sempre tutto sotto controllo senza cedere e lasciarsi mai andare.
Altro esempio, le eruzioni cutanee (la pelle rappresenta simbolicamente il confine tra sé e gli altri) possono rivelare che non si hanno ben chiari i propri confini e che per difendersi si cerca, metaforicamente, di tenere lontani gli altri. Ma possono anche indicare che, pur non potendo permetterselo, si vorrebbe che gli altri stessero più vicini. In ogni caso questi sono solo esempi e non soluzioni, nel senso che è necessario analizzare per ogni persona il significato che questo sintomo può avere.
Ancora, l’iperidrosi, cioè la sudorazione eccessiva delle parti del corpo più ricche di ghiandole sudoripare (mani, piedi, ascelle), affligge prevalentemente le persone timide, emotive, ansiose, schive e solitarie e che hanno difficoltà ad instaurare rapporti interpersonali.
Quando invece si soffre spesso di gastriti, bruciori di stomaco o altridisturbi digestivi, spesso l’atteggiamento tipico è quello di “mandare giù” con troppa frequenza le offese della vita covando però nel contempo rabbie e risentimenti profondi, e costringendo così lo stomaco ad una lenta e complessa “digestione “ della rabbia.
E così tanti altri…

Disturbi psicosomatici e sistema familiare

Vari studi hanno evidenziato come certi tipi di dinamiche familiari siano strettamente correlate allo sviluppo e al mantenimento di disturbi psicosomatici o somatizzazioni in uno dei suoi membri, e come i sintomi di quest’ultimo a loro volta giochino un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio familiare. In particolare, le famiglie con pazienti psicosomatici sono caratterizzate dall’impossibilità di esplicitare e dare voce al conflitto e alla tensione emozionale che dal conflitto deriva. L’impossibilità di esprimere le proprie emozioni non è quindi una caratteristica di personalità dell’individuo, ma una qualità del sistema-famiglia a cui appartiene e a cui è costretto a conformarsi. I vissuti emozionali non possono essere verbalizzati (e quindi il disagio si manifesta nel sintomo psicosomatico) in conseguenza del fatto che le emozioni vengono accuratamente filtrate in modo da evitare conflittualità e da mantenere una pseudoarmonia del sistema familiare. Il linguaggio “scelto” inconsapevolmente dal paziente per esprimere il disagio, il disturbo corporeo, è quindi il linguaggio della sua famiglia.

Qual è la cura di disturbi psicosomatici e somatizzazioni?

Anche se non è immediatamente evidente a chi ne soffre, va ricordato che i disturbi psicosomatici o somatizzazioni hanno anche un risvolto positivo: il sintomo può infatti essere letto anche come un importante segnale per attirare l’attenzione su un problema del quale, diversamente, non ci si prenderebbe cura. Se si soffre di questi particolari disturbi bisognerebbe quindi fermarsi, chiedersi cosa non va nella propria vita e cambiare rotta.Anche se per attuare ciò spesso non basta una buona propensione all’autoanalisi, ma è necessario l’aiuto di un esperto che aiuti a “leggere” questo particolare linguaggio in un percorso di psicoterapia. A maggior ragione perché di solito chi soffre di disturbi psicosomatici Modena non è spontaneamente portato all’autoanalisi e all’introspezione ma a un pensiero più “concreto”.
L’aiuto della psicoterapia dei disturbi psicosomatici e somatizzazioni si basa quindi soprattutto sul rendere il paziente sempre più consapevole del proprio stato emozionale, sulla stimolazione delle emozioni positive (anche intervenendo su modifiche dello stile di vita) e sull’apprendimento del controllo volontario e cosciente di quelle negative e delle funzioni biologiche alterate.

martedì 5 luglio 2016

Cosa sono le psicoterapie sessuali?

I Disturbi sessuali di natura psichica sono caratterizzati da una qualche dinamica psicologica personale e/o interpersonale (o anche di altro tipo), che interferisce negativamente su una o più parti della sfera sessuale dell’individuo, e creando in un sistema di tipo circolare, una sofferenza di coppia.
Dunque nel caso si presenti un disturbo sessuale, e non vi siano sottostanti cause fisiologiche come ad esempio carenze ormonali, assunzione o abuso di farmaci, specifiche patologie fisiche, etc., le possibili cause alla sua base sono di tipo psicologico.
I Disturbi sessuali di natura psicologica sono in tal senso provocati da molteplici dinamiche psichiche e pragmatiche come per esempio e non solo:
- non conoscere l’anatomia e la fisiologia dei genitali, i tempi e le esigenze propri e del partner;
- ascoltare e seguire certe credenze e miti come l’avere per forza un orgasmo simultaneo e/o di una certa durata;
- conflitti e sensi di colpa interni che portano all’evitamento del piacere sessuale in tutte le sue forme;
- tensioni psicologiche verso il partner che portano ad evitare il più possibile i rapporti sessuali;
- intensa e persistente ansia e/o paura di avere un insuccesso in campo sessuale (ad esempio ansia da prestazione, paura di fallire, timore del rifiuto);
- eccessiva auto-percezione ed auto-osservazione delle proprie prestazioni sessuali e/o di quelle del partner, con incapacità ed impossibilità a rilassarsi e ed abbandonarsi al piacere sessuale;
- personali problematiche psicologiche di ansia, paura, stress, flessione dell’umore, fissazione, nervosismo, etc., che impediscono le normali dinamiche psicofisiche dell’atto sessuale (certe volte anche totalmente come nel caso dell’Anoressia sessuale);
- personali credenze ideologiche e religiose e/o personali schemi cognitivi e/o di atteggiamento disfunzionali (es. la fissazione di impostare e condurre il rapporto sessuale in un predeterminato modo, spazio e tempo, oppure la certezza di contrarre una qualche malattia dalle pratiche di tipo sessuale).
Mi occupo di sessuologia clinica dal 2005. Le psicoterapie sessuali sono una declinazione e strumento della psicoterapia cognitiva costruttivista, di cui mi occupo, che lavorano in maniera integrata su questa tipologia di disagi individuali e di coppia.